La gravidanza dopo un aborto è qualcosa che oscilla tra gioia immensa e paura devastante. Ho sentito dire che alcune donne trascorrono i primi tre mesi di gravidanza senza quasi accorgersi di essere incinta… beate loro!
Per me non è stato così.

Ti voglio raccontare la mia storia, come ho attraversato il dolore dell’aborto, come l’ho accettato e come sono rimasta incinta dopo 44 giorni dal quel terribile episodio.

IL CONCEPIMENTO

Ho scoperto di aspettare Tea a 4 settimane, dopo un solo giorno di ritardo del ciclo mestruale, sapevo che era già dentro di me. Avrei voluto scoprirlo molto più tardi, avrei voluto che quei 3 mesi fossero già passati… ma quando, solo un mese prima, hai subito un aborto spontaneo, sei molto più attenta e sviluppi un intuito tale che non puoi fallire.

Ho sentito la presenza di Tea nel momento in cui l’abbiamo concepita. Non avevo dubbi: quel giorno avevo un’energia nuova, colorata e forte dentro di me. Il mio lavoro da naturopata mi ha insegnato a sapermi connettere con me stessa.

La mia meditazione

Sono rimasta nel letto. Ho iniziato a visualizzare in maniera lenta tutto il processo degli spermatozoi dentro il mio utero; poi il loro imbocco nelle tube. Ho visto che tanti sono rimasti bloccati, ho visto luci colorate, come una festa; poi ecco quello vincente che va verso l’ovulo e l’inizio della Vita. Ero lì, nella mia meditazione, il sorriso in volto, la mia pietra di luna appoggiata sul ventre ed ero felice perché io lo sapevo che era accaduto di nuovo

Dopo 44 giorni da quella triste corsa in ospedale, era accaduto ancora ma stavolta con una maggiore consapevolezza e soprattutto con la necessità di affrontare questo percorso di 9 mesi imparando fin da subito ad essere una persona nuova.

ACCETTARE L’ABORTO E ATTRAVERSARE IL DOLORE

la prima cosa che devi fare è perdonare te stessa

Nulla avviene per caso e la vera maturità implica l’accettazione di tutto ciò che ci succede. Se riteniamo i nostri momenti “NO” un’opportunità per crescere, questi ci aiuteranno a migliorare. Se invece li consideriamo come fallimenti, non faremo altro che sotterrare i nostri sogni.

Non è semplice accettare quella perdita anche se tutti, dai dottori, agli amici, ai conoscenti, ti ripetono costantemente “capita spesso, è normale”: per te che l’hai vissuta non è poi così “normale”. Però non si hanno alternative o lo accetti o ti fai soffocare. Un dottore durante le dimissioni mi disse “Signora, Lei ha subito un aborto, lo deve chiamare aborto non ci giri intorno”. Quello stesso dottore mi ha dimesso dall’ospedale con la mia Tea e anche lui si ricordava di me. Devo molto a quel dottore perché nonostante lo avessi reputato cinico e insensibile in realtà voleva darmi un enorme insegnamento: prima accettavo l’aborto e prima lo avrei superato.

RITORNARE A CASA: IL VUOTO DENTRO

sai che voltare pagina è la migliore cosa da fare, ma nessuno spiega effettivamente come affrontarlo


Ritornando a casa è iniziata una sofferenza immensa. Impostavo la mia giornata con frenesia in modo da non potermi mai fermare. Fermarmi significava sentire quanto la mia anima stava facendo chiasso, quanto io avessi paura del mio domani. Non volevo nemmeno stare sola perché avevo paura. Soffrivo e mi sentivo stupida perché in fondo ero stata mamma per soli 18 giorni. Eppure mi sentivo vuota e in colpa. Come se la mia vita in quei 18 giorni si fosse fermata e stava attuando un processo di variazione che era stato interrotto sul nascere e io non sapevo più chi fossi. Sicuramente mi sentivo sbagliata.

Inadeguata. Devo ammettere di essermi fatta soffocare per circa tre settimane finché ho capito che non serviva a nulla. Dovevo perdonarmi. L’unica cosa che potevo fare era imparare quella lezione (perché qualcosa c’era da imparare) e migliorarmi.

ECCO COSA HO FATTO PER RIMANERE INCINTA DI NUOVO


Parlo con molte ragazze che vogliono avere un figlio, magari dopo un aborto, e mi chiedono “come posso fare?”. Io mi limito a raccontare la mia esperienza perché non c’è un regolamento, purtroppo. A volte credo che quella immensa sofferenza sia servita per essere oggi di aiuto a tante donne: perché solo aver attraversato un certo dolore ti mette nella condizione di poter comprendere l’altro.

Una volta uscita dall’ospedale il mio quadro clinico era perfetto: non avevo patologie né problematiche di fertilità. Anzi quel dottore mi disse “ci riprovi subito, mi raccomando”. Quindi se sul piano fisico ero apposto, dovevo lavorare su altri piani: mentale ed emotivo. Qui entrava in campo il mio ruolo: dovevo ascoltare la natura e adoperarmi per uniformarmi con essa. Partire da sé stessi è il primo passo da fare.

  1. Cambiando molti modi di ragionare
    La vita non è crudele e mi ha fatto vivere quel dolore per far sì che io mettessi ordine, che capissi le priorità. Nella sofferenza hai due strade o diventi più capace di capire l’Amore o diventi cinico e chiuso alla Vita. La scelta è la tua tanto il presente non lo cambi.
  2. Letture mirate
    Prima fra tutti “l’energia della gravidanza” : il viaggio che tutti noi abbiamo compiuto ovvero la discesa in un corpo fisico. Un libro molto spirituale, con esercizi di meditazione che consentono di sperimentare, attraverso il proprio flusso energetico, il “viaggio” nel fantastico mondo del nascituro. Un’esperienza che mi ha cambiato visione portandomi a capire cosa potevo migliorare. Io e Diego abbiamo maturato il nostro legame, abbiamo fatto ordine mettendo sul piatto della bilancia le priorità e al centro di tutto soltanto Noi
  3. Variando l’alimentazione
    Oltre a dover perdere qualche chiletto dovevo anche prepararmi un’alimentazione mirata.
    -alimenti ricchi di ferro (non solo carne ma anche lenticchia, ceci, fagioli, quinoa, spinaci) abbinando sempre succo di limone per facilitarne l’assorbimento
    -una piccola quantità di cereali ad ogni pasto
    -utilizzato tanta frutta ricca di vitamina C per le mie colazioni e i miei frullati.
  4. Migliorando il mio stile di vita
    -Ho effettuato ogni giorno 15 minuti di meditazioni: dalle semplici visualizzazioni a quelle rilassanti utilizzando i miei cristalli. In particolar modo la pietra di luna, il quarzo rosa, la giada e la corniola.
    -Ogni giorno mi sono concessa 45 minuti di passeggiata in mezzo alla natura
    -Ho ripreso le mie passioni: scrivere, progettare il mio blog (che si è realizzato dopo un anno)
    -Ho rispettato le fasi lunari
  5. Assumendo integratori
    Ho preso integratori come sostegno, visto quello che mi era accaduto, ma anche per favorire il concepimento;
    Mi sono prescritta un fiore di Bach;
    Ho utilizzato gemmoderivato di lampone

TEST POSITIVO

Non c’era bisogno di fare il test, lo sapevo già, ma l’ho voluto fare per ben due volte perché l’emozione era irripetibile. L’avrei voluto gridare al mondo, chi se ne frega di aspettare, tanto poi se accade il peggio lo vengono a sapere tutti lo stesso… ma ho tenuto per noi tre il segreto perché ero gelosa di quello che custodivo dentro di me, volevo proteggere quella energia vitale che ancora aveva bisogno del suo spazio e del suo rispetto per radicarsi forte dentro di me.
Quella energia vitale ci avevo scelto e volevo trovasse in me e in noi la bellezza del suo vivere.  

Tutto è iniziato così.

07 Ottobre 2019 – ore 02.21 – TEA

Per qualsiasi informazione, o semplicemente per raccontare la tua esperienza lascia pure il tuo commento o scrivimi mi fa molto piacere. Mi sono sensibilizzata molto al tema maternità e ho creato questo spazio al naturale per far sì che ogni donna e mamma trovasse il suo spazio al naturale. La naturopatia infantile inizia dal far trovare a quella creatura un corpo fisico da dove svilupparsi ed evolversi

Ci vediamo presto!