Oggi è il compleanno di Tea. Mi sono svegliata molto presto e ho sentito il bisogno di rileggere un po’ di pensieri sparsi che nei primi mesi della sua vita avevo scritto. Non ho mai trovato il coraggio di pubblicarli perché mi sentivo una mamma imperfetta (a quel tempo ero ancora dentro ai luoghi comuni) e quindi molto in difetto rispetto quelle mamme blogger che seguivo e che sembravano (con la consapevolezza di oggi dico sembravano) perfette, le mamme che nonostante le stanchezze dichiarate erano impeccabili nel loro atteggiamento amorevole con se stesse, il loro bimbo, il loro compagno, il loro corpo, il loro pubblico. No, io ce l’avevo con il mondo e nonostante un amore incondizionato così forte da farmi male, non riuscivo ad essere così felice e amorevole con me stessa. Oggi voglio portarti nei miei pensieri, quei pensieri che mi hanno portato a voler essere vicina alle donne e mi hanno allontanato di netto dai luoghi comuni. Quelle pagine iniziano così.

Il momento in cui diventi mamma e la solitudine

Certo non sono mica sola: c’è chi vuole venirmi a trovare e fa pressione per quando può farlo, c’è chi non mi ha mai considerato e inizia magicamente a chiamarmi ma so che lo fa solo perché vuole venire a vedere la mia bimba, vuole sapere se mangia, se dorme, se ha fatto la cacca… ma non vuole venire a trovare me: neomamma che sta ancora rimettendo insieme i pezzi di una trasformazione così intensa e difficile. Quello che conta, all’improvviso, è solo la tua bambina. Un esserino così indifeso e piccolo viene messo al centro dell’attenzione da chi non capisce la sua fragilità e il suo bisogno assoluto di adattarsi al mondo. Quel mondo che invece non sa attendere. Sono una mamma imperfetta? Va bene cosi

Poi c’è chi mi vede ma non mi osserva. Mi parla di lei, mi chiede di lei, le rivolge persino le domande come se potesse rispondere “allora, piccolina, hai fatto la nanna oggi?”, oppure mi fa notare a chi somiglia, oppure mi parla del figlio dell’amica (che è sicuramente il bambino modello e lei la mamma perfetta)… ma a te ancora deve domandare “ehi Tiziana, come stai?” “Hai bisogno di qualcosa?” “Vuoi farti una doccia?”. Come stai? non te lo chiede nessuno ma le domande irriguardose e giudicanti quelle ne fanno a fiumi. “Hai il latte?” “Uh ma come mai ancora questa pancia?” ” Per non parlare di quelli che danno consigli inopportuni, gli esperti improvvisati: “mettila nella culla” “non tenerla sempre in braccio che si vizia” “falla piangere che sarà mai”. Sono una mamma imperfetta? Va bene cosi

Poi ci sono quelli che non pesano le parole e iniziano il lancio delle etichette “Che bimba mammona” “che bimba furbetta” “che pigrona!” Come cavolo deve essere una neonata che sta ogni giorno con sua madre e che conosce solo lei? Sto comprendendo che la maternità è tipo una corsa a ostacoli e prima li superi e prima vinci! Noi mamme tutte uguali e i bambini omologati. Ma in che circo siamo finite io e la mia bambina? Sono una mamma imperfetta? Va bene cosi

Il rimedio a tutto questo enorme e chiassoso circo

Per me è mia mamma. Ma non solo. Ci sono tante donne che fanno parte di un cerchio protetto che custodisce il potere del femminile, la vita, la trasformazione, la paura. Sono le sorelle, le amiche, le compagne di una vita o quelle appena incontrate lungo il cammino e che vivono questa fase. Magari in modo diverso ma sicuramente non sono perfette e non sono interessate a farlo vedere.

Il cerchio delle donne (imperfette)

Quelle che condividono e comunicano per canali diversi da quello della parola e del racconto orale. Quelle donne che parlano con gli sguardi, i corpi, l’amorevolezza, il senso di appartenenza. Quelle donne che io vorrò abbracciare quando questo tempo passerà ed io continuerò ad essere una mamma imperfetta ma più consapevole

Donne a cui basta parlare a cuore aperto per scoprire che, dietro la retorica della perfezione e della felicità, tutte attraversano momenti di sconforto, di esaurimento, di paura. Che prima di essere fiocchetti e corredini la nascita è una trasformazione.

Sono una mamma imperfetta ma devo a questa imperfezione la mia rinascita.

Grazie per aver letto i miei pensieri sparsi. Continua a seguirmi.
Ti abbraccio

Tiziana